Isagro compie 25 anni!

È una meta sentita, è un sogno che si realizza per chi c’era un quarto di secolo fa, è una giovane ‘ragazza’ dell’agrochimico che a soli 10 anni di vita, dunque 15 anni fa, ha sposato la Borsa Italiana e si chiama: Isagro. Non è stata una vita facile la sua, fra le difficoltà e i rischi fin dalla sua nascita, dovuta all’operato intelligente e imprenditoriale - appunto fondato su visione, coraggio e accettazione del rischio - di un team di manager di estrazione Montedison, capeggiato da Giorgio Basile. È proprio lui il vero genitore di questa media, ma sarebbe più giusto dire piccola se paragonata in dimensioni e fatturato alle alleate e competitor del suo settore di mercato, azienda che cura le piante e soprattutto ne previene il più possibile le malattie, perché inventa, sviluppa e propone i prodotti agrofarmaceutici, i quali arrivano al mercato solo dopo anni e anni di controlli da parte degli enti predisposti a ciò. La determinatissima Isagro, caratterizzata da valori di onestà e operosità e da un gruppo di persone prima ancora che professionisti, ha creduto e tuttora crede fortemente anche nel biologico, tant’è che fra i suoi prodotti, oltre a erbicidi fungicidi insetticidi, troviamo le Biosolutions. L’essenza di Isagro ha un nome: Discovery, intendendo ricerca scientifica e co-sviluppo di prodotti innovativi. All’evento organizzato presso la Borsa di Milano lo scorso 13 settembre, Giorgio Basile ha raccontato e ricordato alla vasta platea invitata, sentitamente presente e attenta (come si suol dire non volava una mosca), questi pochi lunghi anni di successi e insuccessi, di risultati e ostacoli talvolta grossi, di strategie, teamwork, azioni, idee messe a frutto e soprattutto di sostegni da parte di persone che hanno creduto sul serio nella società e nei suoi uomini. Si cita, fra tutti, Giuseppe Vigorelli della Popolare Commercio e Industria, amico oltre che consigliere e supporter di Basile, perché fu fra coloro che fecero la differenza. Basile ha risposto, quel caldo giovedì settembrino, alle domande dell’intervistatore e giornalista Filippo Astone ed è stato seguito sul palco da alcuni interventi in stile testimonianza da parte di diverse personalità: Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana, Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, Paolo Lamberti, presidente di Federchimica, Elena Zambon Presidente di AIDAF e della omonima realtà industriale chimico-farmaceutica, e Daniela Mainini, presidente del Consiglio Nazionale di Anticontraffazione e consigliere regionale, qui in veste di presidente della Centro Studio Grande Milano con cui ha premiato Basile: il riconoscimento “Le Grandi Guglie” della Grande Milano gli è stato attribuito anche per l’eticità imprenditoriale e umana e il coraggio di innovare. L’emozione che si coglieva chiaramente in Basile dall’inizio del suo intervento alla fine della serata era palpabile e per chi lo conosce bene rara.

Una storia
di creatività italiana